Doping ed effetti sull’organismo

Pubblicato da marianiachille@libero.it il

Tutti abbiamo sentito parlare del doping come una delle pratiche più diffuse tra atleti e sportivi per migliorare il rendimento psicofisico durante una gara. Uso di stimolanti quali efedrine o amfetamine, sostanze che provocano un senso di sicurezza e di forza, diminuendo la percezione della fatica.

Fino a più di mezzo secolo fa il doping non era punito dalle autorità giudiziarie, al contrario di ciò che succede oggi grazie all’attenzione della WADA, l’agenzia mondiale dell’antidoping. Il doping, oltre ad essere un inganno verso gli avversari, è, soprattutto, un rischio per la salute degli atleti.

Il cantiere edile: integratori e sostanze farmacologiche

Per capire in modo semplice cosa succede al nostro corpo, pensiamo ad un cantiere edile. All’interno troviamo i muratori e i capi cantiere impegnati a costruire un muro di mattoni, dove i muratori lavorano più o meno alla stessa velocità sotto ordine dei capi cantiere che dosano il lavoro dei muratori per la massima efficienza. Se aumenta l’afflusso di mattoni al cantiere (i substrati, nel nostro caso, assumiamo più integratori), non aumenta la velocità con cui viene costruito il muro ma solo il numero di mattoni (e quindi forniamo più substrati alla stessa velocità). Pensiamo ora che questi capi cantiere, un giorno, vengano sostituiti da altri ma spietati che si preoccupano solamente che il muro venga costruito velocemente non considerando il numero dei mattoni e lo stress a cui vengono sottoposti i muratori. Questi capi cantiere spietati, nel nostro caso, sono le sostanze farmacologiche. Quali sono i rischi a cui vanno incontro i muratori del nostro esempio?

Rischi e conseguenze del doping

Depauperazione dei substrati, ovvero aumenta la velocità con cui i muratori lavorano anche se il flusso dei mattoni è sempre lo stesso. I mattoni finiranno e il processo verrà inibito. Si assiste al fenomeno di tolleranza al farmaco.

Depauperazione organica, ovvero i muratori si sovraccaricano prima e, anche se riuscissero a portare più mattoni, non riuscirebbero a continuare il loro lavoro. Si assiste al fenomeno di assuefazione del farmaco.

Pratiche di doping più diffuse

Oltre gli stimolanti, le sostanze più usate dagli atleti sono gli ormoni della crescita, per l’aumento rapido di massa muscolare, e l’insulina, una sostanza anabolizzante. Gli effetti negativi di queste sostanze sono, per la donna, un abbassamento del tono della voce e crescita dei peli. Per l’uomo, una diminuzione della produzione di sperma, atrofie testicolari e calvizie.

La pratica di doping più pericolosa è sicuramente l’autoemotrasfuzione: essa consiste nel prelievo e reintroduzione del proprio sangue con componenti dopanti aggiuntivi. Il rischio è quello di un’eccessiva densità del sangue che può causare infarti, ischemia e ictus, oltre a possibili leucemie e nefriti e a infezioni sistemiche gravi.

Anche la sfera psicologica dell’atleta che assume sostanze dopanti rischia di essere alterata: si assiste infatti a continui sbalzi d’umore, scatti di nervosismo e ad alti livelli di stress. Nel corso del tempo i soggetti possono diventare aggressivi e pericolosi.

Categorie: General

1.294 commenti

I commenti sono chiusi.