Attività stili di vita dopo la pausa estiva

Attività e stili di vita dopo la pausa estiva

Con le ferie estive anche l’attività fisica, spesso e volentieri, va in vacanza. Si dorme di più, ci si muove meno e si mangia in maniera sregolata, specie se si è intrapreso un viaggio. Si fatica a ricominciare con le vecchie e buone abitudini (alimentari), risulta quasi più complicato del previsto.

Per riprendere a vivere la propria quotidianità con slancio e grinta, basta seguire qualche piccolo consiglio.

Consigli per una buona ripresa fisica

Innanzitutto, bisogna darsi degli obiettivi. È importante ricominciare lentamente, facendo dei piccoli passi per non stressare troppo il nostro organismo. Il nostro corpo, dopo le vacanze estive, si trova in uno stato di parziale rigidità quindi necessita un risveglio graduale.

Cosa mangiare per disintossicare l’organismo

L’alimentazione, in questa prima fase, gioca un ruolo fondamentale affinché si arrivi ad un regime adeguato. Per far sì che ciò avvenga, bisogna seguire una dieta blanda, eliminando primi fra tutti alcol e bevande piene di zuccheri. Preferire cereali e prodotti integrali, proteine e, immancabili, frutta e verdure per reintegrare liquidi e vitamine; va bene anche il pesce, ricco di Omega 3 che aiuta i muscoli un po’ fiacchi nei primi giorni. Da non dimenticare l’importanza dell’idratazione: bere non meno di 2 litri di acqua al giorno, anche quando non si ha sete, per disintossicare l’organismo dalle tossine in eccesso e purificare la pelle.

Come lavorare sulla forma fisica

E arriviamo all’attività fisica. Sicuramente, da evitare allenamenti troppo intensi: essi non faranno recuperare la pausa estiva; oltretutto, si rischia di subire dei traumi o degli infortuni dal momento che non si concede al corpo il tempo necessario per adattarsi.

Per il lavoro sulla forma fisica, si consiglia di dividere i giorni di allenamento, da due a tre volte a settimana; fare molto stretching, sia prima che dopo l’attività fisica per proteggere i muscoli da eventuali e facili stiramenti. Per chi preferisce rinchiudersi subito in palestra, è preferibile ricominciare con esercizi base per un ripresa più moderata.

Recupero non solo fisico

Un altro modo per iniziare il recupero fisico, ma anche psicologico, è fare lunghe passeggiate, anche dopo lavoro, o dopo cena, evitando divano e tv. Bisogna sforzarsi un po’ e cercare di uscire dalle vecchie abitudini e, se possibile, eliminarle: provare una nuova attività, iscriversi a un corso, scoprire e ritrovare passioni. Stimolando la nostra mente diventa più difficile percepire la pesantezza della vecchia vita, oltre a realizzare, pian piano, che non è impossibile cambiare il proprio stile di vita. Il segreto per sopravvivere al rientro dalle vacanze è non cadere nella solita routine.

Quali sport praticare dopo i 50 anni

Alimentazione e sport dopo i 50 anni

Il nostro organismo, sin da bambini, ha bisogno del giusto apporto di nutrienti grazie ad un’alimentazione corretta, sana ed equilibrata. Ciò garantisce benessere al nostro fisico.

Tuttavia, ci sono alcune fasi della vita in cui non sempre si raggiunge un corretto livello di vitamine e minerali di cui l’organismo ha bisogno per essere in forma, specialmente nei periodi di forte stress e, soprattutto, con l’avanzare dell’età.

Dopo i 50 anni il corpo cambia e, di conseguenza, anche le abitudini alimentari e lo stile di vita necessitano di essere riviste. I processi digestivi rallentano per una serie di motivi: nelle donne l’assetto ormonale subisce forti cambiamenti (vedi la menopausa), riduzione delle funzionalità epatiche, motilità intestinale ridotta, stile di vita più sedentario.

Consigli sull’alimentazione

Prima cosa da fare: diminuire il consumo di pasta, pane, pizza e carboidrati in generale poiché vengono digeriti più lentamente dal nostro organismo: questo suggerisce di evitarli soprattutto a cena. Ai carboidrati si aggiungo il latte, i legumi, i dolci e, soprattutto, gli alcolici.

Ad una riduzione dell’apporto energetico si deve comunque garantire un corretto apporto di micronutrienti, come le vitamine e i minerali, fondamentali per evitare carenze nutrizionali e indispensabili per combattere i radicali liberi, tra i responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Questi cambiamenti saranno utili sia per le condizioni fisiche che per il benessere mentale dell’individuo, che sia uomo o donna.

L’importanza del Coenzima Q10

Preziosi alleati della salute sono le fibre. Esse infatti favoriscono il benessere intestinale, aiutano a controllare il peso e la pressione, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. Altro sostanza fondamentale per l’organismo dopo i 50 anni è il coenzima Q10 grazie alla sua azione antiossidante. Presente nelle cellule, il coenzima Q10 è destinato a diminuire con l’avanzare degli anni ma lo si può recuperare consumando, nella giusta quantità, carne, germe di grano, soia e pesce. Quest’ultimo è ricco di omega 3, un grasso buono che aiuta a combattere disturbi cardiovascolari, diabete e problemi cognitivi. Nel mercato, inoltre, sono presenti vari integratori che combinano coenzima Q10 con vitamine e minerali.

I benefici dello sport

Ad una corretta dieta va aggiunto anche l’attività fisica, fondamentale non solo per mantenere il proprio aspetto fisico ma anche per evitare patologie muscolo-scheletriche, oltre a diminuire il rischio di sviluppare il diabete mellito regolando i livelli glicemici nel sangue.

Nelle donne in menopausa, lo sport aiuta i telomeri a mantenere longeve le cellule immunitarie.

Non occorre fare sport ogni giorno, bastano circa 50 minuti, tre volte a settimana.

Che sport praticare?

Tra gli sport che si possono praticare, vi sono:

Fit walking. Camminata veloce, a passo sostenuto per circa 35 minuti, senza mai fermarsi e alternando parti in salita, in discesa e parte pianeggianti.

Corsa. Sessioni che vanno dai 35 ad un massimo di 75 minuti, salvo particolari condizione fisiche. La corsa permette il sostegno di gambe, addome, schiena, spalle e braccia, i principali gruppi muscolari.

Ginnastica postulare. Grazie ad essa si lavorano gli addominali, le gambe e i glutei; riduce i fastidi muscolari e problemi alle articolazioni. 

Bastano pochi accorgimenti, oltre a delle visite periodiche e controlli dei valori del sangue, per mantenere il proprio organismo in ottima salute, anche dopo i 50 anni.

Pasqua ponti come smaltire gli eccessi alimentari

Pasqua, smaltire gli eccessi alimentari

A Pasqua, come smaltire gli eccessi alimentari? La quantità di cibo che si ingerisce durante il periodo pasquale, si sa, non è la stessa di quella consumata durante il periodo natalizio. Altre occasioni, quest’ultime, in cui il cibo non manca viste le tradizioni di noi italiani: le tanto amate scampagnate in famiglia e con gli amici.

Prevenire è meglio che strafare

In questi giorni, tra cioccolata, colombe pasquali e dolci tipici regionali, vi è il pericolo di mettere su qualche chilo. Niente di grave se non fosse che la prova costume è dietro l’angolo. Allora Pasqua, come smaltire gli eccessi alimentari?

Nutrizionisti ed esperti in materia consigliano sempre di non strafare e di non arrivare a inizi maggio con troppi chili per rendere meno faticoso il percorso di “disintossicazione” da abbuffate. Se il danno è fatto, armarsi di pazienza e seguire un regime alimentare rigido per smaltire gli eccessi alimentari.

Abitudini da eliminare

Innanzitutto, vietato saltare i pasti. Sono ormai tanti gli studi che dimostrano che alternare il digiuno ad abbuffate fa male al nostro organismo, perché sottoposto a un forte stress. Per depurare fegato, intestino e rigenerare la pelle basta un’alimentazione detox.

Assumere tanti liquidi: acqua e tisane

Primo fra tutti, bere circa 2-3 litri d’acqua al giorno. Seguire un regime alimentare a basso contenuto calorico ma ad alto tasso di alimenti e sostanze drenanti e depurative. Consigliate le tisane depurative e dimagranti a base di erbe e piante che aiutano a bruciare i grassi e ad attivare il metabolismo, grazie ai loro principi attivi. Tra queste:

tisana alla menta, per stimolare la digestione e ridurre il senso di fame;

tisana allo zenzero e limone, per aiutare il metabolismo;

tisana di ibisco, dall’azione diuretica;

tisana al caffè verde, per ridurre l’assorbimento di grassi.

Per depurare il fegato, evitare assolutamente alimenti grassi e fritti, non cucinare con il burro (preferire un filo d’olio d’oliva a crudo) e, soprattutto, eliminare dalla propria dieta l’alcol.

Se proprio non volete rinunciare, bere un bicchiere di vino a pasto.

Che cibi preferire?

Aumentare il quantitativo di fibre, quindi, consumare indivia, carciofi, broccoli e verdure a foglia verde come spinaci e cicoria. Per stimolare la purificazione del corpo, vanno bene le barbabietole, dove abbondano vitamine del gruppo B e C, magnesio, calcio, zinco e ferro.

Tra la frutta, preferire frutta rossa, ananas, fragole, mango, melone, mele e pere, dal basso indice glicemico.

Ultimo ma non meno importante, evitare i dolci. Per i più golosi, concedetevi un piccolissimo piacere durante il fine settimana.

Riprendere l’attività fisica

Per chi pratica sport e attività fisica, ricominciare senza strafare. Piccole passeggiate i primi giorni e man mano aumentare il carico di attività, magari sotto i consigli di un personal trainer che vi guiderà in base alle vostre esigenze.

Scoprire il potere nutritivo della frutta secca

Il potere nutritivo della frutta secca

Alzi la mano chi non è mai stato ghiotto di frutta secca. Mandorle, noci, nocciole, pistacchi, da sempre presenti sulle nostre tavole soprattutto durante il periodo natalizio. Da piccoli, però, nessuno ci ha mai parlato del potere nutritivo della frutta secca.

Le informazioni che girano attorno a questi frutti sono un po’ ambigue: chi dice che fa bene, chi dice che bisogna evitarla. La verità sta nel mezzo: qualsiasi cibo, se consumato in quantità eccessive, può causare l’insorgere di disturbi di vario genere.

In molti ignorano il potere nutritivo della frutta secca. Essa possiede delle sostanze benefiche e, se assunta in quantità moderate, può aiutare il nostro organismo a stare meglio. La frutta secca ha delle caratteristiche nutritive importanti, sia per la dieta di un atleta, dal momento che contiene un’ottimale quota proteica, fornendo, così, gli amminoacidi che aiutano la ricostruzione dei tessuti muscolari dopo un’intensa attività fisica; sia per quella di un qualsiasi soggetto che voglia seguire un corretto allineamento alimentare. Essa aiuta a sostenere al meglio le fatiche giornaliere.

Proprietà benefiche della frutta secca

La frutta secca presenta, innanzitutto, delle ottime proprietà antiossidanti, oltre ad un elevato contenuto di vitamina E. Quest’ultima protegge l’organismo dai radicali liberi e da patologie tumorali. Inoltre, essendo ricca di sali minerali, come il magnesio e il potassio, la frutta secca è indicata per prevenire malattie cardiovascolari. Consigliata per chi soffre di pressione alta e ipertensione.

Frutta secca glucidica e lipidica

La frutta secca può essere suddivisa in:

– frutta secca glucidica (o frutta disidratata)

– frutta secca lipidica.

Per quanto riguarda la prima sottocategoria, troviamo la frutta essiccata come le albicocche, le prugne secche, la castagna, l’uva sultanina e i datteri. Ricca di fruttosio e glucosio, può essere assunta al mattino come spuntino o dopo l’allenamento. Ottima, quindi, per far rifornimento di zuccheri e fibre solubili.

Fa invece parte della frutta secca lipidica la frutta oleosa come noci, mandorle, pistacchi, nocciole.

Questi frutti sono ricchi, altresì, di Omega 3 e Omega 6, i cosiddetti grassi buoni che proteggono il nostro organismo dal colesterolo. Consigliata per ritardare il senso di fame, la frutta oleosa può essere aggiunta in piccole dosi al pasto o consumata per lo spuntino di metà mattina e pomeriggio.

Entrambe le sottocategorie di frutta secca forniscono un elevato rapporto calorico dal momento che presentano pochissima acqua. La dose giornaliera consigliata è di circa 30 grammi.

Caratteristiche nutrizionali della frutta secca

Date le sue proprietà, si evince che la frutta secca gioca un ruolo importante nella nostra alimentazione, rendendola varia ed equilibrata. Il potere nutritivo della frutta secca fa si che essa, abbinata ad altri alimenti, possa integrare con efficacia una dieta bilanciata, sia vegetariana che vegana.

Le caratteristiche nutrizionali principali della frutta secca possono così riassumersi:

– riduce il colesterolo cattivo

– protegge da malattie cardiovascolari

– contrasta i radicali liberi

– ottimizza lo sviluppo di energia grazie all’alto contenuto di sali minerali e vitamine.

Volendo conoscere i benefici e il potere nutritivo della frutta secca, di seguito un elenco di alcuni frutti con relative caratteristiche nutrizionali.

Frutta secca disidratata:

albicocca secca, ricca di caroteinoidi, è indicata per chi soffre di stanchezza fisica e per gli anemici;

castagna secca, ricca di amido, proteine e zolfo;

fico secco, se consumato in dosi eccessivo ha un effetto lassativo; aiuta l’azione del microbiota;

pesca secca, aiuta chi ha problemi alla vescica;

mirtillo secco, ottimo per la salute dei capillari grazie ai suoi acidi organici;

prugna secca, uno dei frutti più ricchi di antiossidanti;

uva sultanina, ha un’azione antiossidante, riduce il colesterolo e aiuta a prevenire i tumori.

Tra la frutta secca oleosa:

mandorle, ricche di magnesio e vitamina E;

noci, contengono Omega 3, mantengono basso il colesterolo e donano salute alla pelle;

nocciole, ricche anch’esse di vitamina E;

pinoli, hanno un effetto antiossidante.

Imparare a educare i bambini a mangiare sano

Educare i bambini a mangiare sano

Scuola, attività extra scolastiche, sport, studio. La vita dei bambini è sempre più frenetica al giorno d’oggi e per i genitori diventa sempre più difficile gestire i propri figli da un punto di vista nutrizionale. Cosa fare per aiutare i nostri bambini a mangiare bene e in modo genuino? Poche ma efficaci regole per farli crescere in modo sano ed equilibrato.

Primi step per una corretta abitudine alimentare

I bambini ci osservano, ci imitano e imparano. È importante, quindi, che, prima di loro, siamo noi adulti ad avere delle corrette abitudini alimentari cosicché sarà più semplice trasmetterle ai nostri figli.

Innanzitutto, occorre suddividere l’apporto calorico giornaliero necessario in cinque pasti, tre pasti principali e due spuntini, perché garantisce in maniera efficace il benessere e le prestazioni psicofisiche.

Prima colazione e spuntino mattutino

Fondamentale, la colazione, un pasto irrinunciabile. Essa consente di rendere al meglio sotto l’aspetto sia mentale che fisico. Deve essere ricca e nutriente: una tazza di latte o yogurt bianco, pane e miele o marmellata. In alternativa, pancake, cereali, biscotti o fette biscottate. Per i bambini che prediligono il salato, del pane con bresaola o prosciutto crudo.

Per recuperare il calo di attenzione e l’umore, lo spuntino di metà mattina fornisce l’energia necessaria per proseguire con le attività quotidiane. Concessi un frutto o uno yogurt, o comunque un alimento che non contenga troppi zuccheri, sale o grassi che possano causare sonnolenza.

Post scuola e attività pomeridiane: cosa mangiare?

Spesso e volentieri, i nostri bambini, subito dopo la scuola, praticano attività fisica: come comportarsi da un punto di vista alimentare? Serve un pranzo leggero, che sia ricco di calcio e proteine, come una o due fette di pane, preferibilmente integrale, con del parmigiano. Da non escludere la frutta secca, come noci, mandorle, nocciole, pistacchi, nutrienti e ricche di vitamine e sali minerali. Evitare assolutamente la pizza bianca perché contiene molti zuccheri e tende, quindi, ad alzare l’indice glicemico, oltre a prolungare i tempi di digestione.

La merenda dopo le attività extrascolastiche

Finita l’attività fisica, il bambino avrà bisogno di un reintegro.   Alla base deve esserci una buona idratazione: spesso si dimentica che l’acqua è uno dei nutrienti più importanti per la salute.  

A questo punto della giornata, nel primo pomeriggio, sono concessi i dolci, una crostata o del pane con marmellata o miele, del latte o yogurt, fonte di carboidrati e proteine. Dopo una giornata faticosa e impegnata, la cena è il momento che vede riunito il nucleo familiare. Essa dovrà essere semplice e leggera, con una dose adeguata di carboidrati, accompagnati da una buona porzione proteica. Preferire della pasta o del riso, o un secondo fatto di carne e verdure, o pesce, o legumi. Alla pasta, sostituire del pane.

L’importanza dell’educazione alimentare nei bambini

L’alimentazione del bambino non deve essere intesa come dieta di dimagrimento. Piuttosto, si parla di educazione alimentare in modo da prevenire, allo stesso tempo, alcune patologie e per uno sviluppo regolare e graduale delle capacità psico-fisiche del bambino.   Importante, in ultima battuta, è sedersi a tavola insieme ai nostri figli e mangiare gli stessi piatti in modo da far vedere loro che si tratta di cibi genuini e di buona qualità.

Anche la scuola, che dopo la famiglia è uno dei principali punti di riferimento e luogo di aggregazione, deve assolutamente insegnare le buone abitudini alimentari. Lo si può fare organizzando delle lezioni tenute da nutrizionisti, attraverso delle illustrazioni, grafici, disegni rendendo il tutto simpatico e piacevole, facile per il loro apprendimento.