Integratori utili, condizionali e inutili: quali sono?

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L’integrazione e la supplementazione nutrizionale sono due soluzioni da considerare parti integranti della dieta di uno sportivo. Rinfreschiamo due concetti già discussi qualche settimana fa per introdurre quelle che sono le differenze tra i vari tipi di integratori presenti sul mercato.

Integratori sì, integratori no

L’assunzione di integratori è da molti osteggiata in quanto si sostiene che, sì, in natura non si trovano singoli elementi pronti all’uso ma che un’adeguata ed equilibrata alimentazione possa essere sufficiente a fornire al nostro organismo tutti gli elementi per mantenerlo in salute. Nulla da obiettare se non si considera il fatto che l’uomo non nasce per correre 100 metri in meno di 10 secondi, o per saltare in alto oltre 2 metri. Attività che sottopongono il corpo ad uno stress organico che deve essere compensato. Ecco che si parla di compensare una carenza, come? Attraverso l’integrazione.

Tuttavia, vi sono alcune categorie di sport che necessitano di qualcosa che vada oltre la compensazione. Lo sportivo avrà bisogno di aumentare determinate risposte fisiologiche senza modificare la biochimica del proprio corpo per migliorare le proprie prestazioni. In questo caso parliamo di supplementazione.

Per una più facile lettura degli integratori, può essere comodo classificare gli integratori in:

– integratori utili;

– integratori condizionali;

– integratori inutili.

Integratori utili

Gli integratori utili sono quelli che possiamo denominare “di base”. Il loro utilizzo, soprattutto nello sport, è ormai diventato essenziale. Possono essere anche definiti alimenti o sostanze essenziali in forma di polvere, capsule e compresse. Tra gli integratori utili, si trovano:

– le proteine in polvere (whey, casein, della soia);

– i BCAA, gli aminoacidi a catena ramificata;

– la creatina;

– i microelementi come la Vitamina D;

– EAA, aminoacidi essenziali per dieta vegana.

Integratori condizionali

Gli integratori condizionali sono utili solo in particolari condizioni, per l’appunto, o quando si ha un aumento dello stress (fisico), o un sostanziale volume di allenamento, condizioni cliniche particolari o infiammazione generalizzata. Essi permettono di passare da una condizione stazionaria ad una di “overstimolazione” che genera un gap da compensare. Tra gli integratori condizionali, troviamo:

-gli adattogeni;

– gli stimolanti;

– i microelementi o altri integratori a scopo “salutistico”, come la glutammina.

Integratori inutili

In fondo alla classifica, per convenzione, vi sono quelli che sono chiamati integratori inutili, definiti tali poiché non hanno una documentazione scientifica a supporto o sono da poco sul mercato.

In linea di massima, tra gli integratori inutili, si trovano:

– gli integratori che portano nomi come “dimagrante”, “promotore della massa muscolare”;

– integratori che contengono una minima dose di sostanze pubblicizzate ma che nello specifico i loro effetti sono irrisori, quasi nulli;

– integratori che spariscono dal mercato dopo poco tempo vista la loro non efficacia.

Che sia integrazione o supplemtentazione, è sempre opportuno, prima di affidarsi ad un prodotto, di leggere recensioni, parole di esperti nel campo e soprattutto, testimonianze di atleti e sportivi che ne fanno uso.