Nutrizionisti, esperti di alimentazione e ricercatori concordano sull’importanza di iniziare bene le nostre giornate mediante una sana e adeguata colazione. Ma attenzione…!Fare colazione è una cosa di buon senso, non si arriva affamati al pranzo prendendo tutto quello che ci si trova davanti e non si abbassa il metabolismo. E’ anche vero però che saltare la prima colazione non significa digiunare.Esistono infatti diverse fasi del digiuno  e delle volte saltare la prima colazione non è necessariamente scorretto:1) Non andiamo in ipoglicemia ; solo persone con gravi problemi di salute rischiano una diminuzione eccessiva di zuccheri; in soggetti sani invece saltarla migliora i parametri glicemici e anche la sensibilità all’insulina. Sappiamo tutti che quando gli zuccheri nel sangue calano, portano le cellule adipocitarie ad aumentare i propri recettori all’insulina e cosi impariamo a nutrirci anche senza picchi glicemici postprandiali.2) Non abbassa il metabolismo: se gli zuccheri si abbassano leggermente , la glicemia è sostenuta dalle catecolamine, dal cortisolo e dal glucagone. Anche il GH (ormone della crescita) in seguito al picco notturno rimane elevato e ciò si verifica in quanto il nostro organismo sta shiftando il proprio metabolismo dai zuccheri ai grassi. I punti elencati sono fondamentali e ci aiutano a capire importanti meccanismi biochimici che si verificano nel nostro corpo. Prendiamo ad esempio un uomo normale e sano che è abituato a fare colazione ma che all’improvviso inizia a saltarla, si sentirà stanco, vuoto, avrà giramenti di testa. Questo accade perché in un’alimentazione equilibrata il 60% delle calorie totali deriva dagli zuccheri e quindi noi dipendiamo da essi. Tale dipendenza è fondamentale in atleti magri con una buona massa contrattile che praticano sforzi intensi; infatti una dieta ad elevato numero di CHO permette di aumentare la performance senza affaticare i sistemi metabolici. Gli zuccheri sono un ottimo carburante per il nostro corpo. Nei soggetti sedentari però questa dipendenza non è sempre ottimale. Come è possibile che in soggetti obesi con scorte energetiche elevate saltando la prima colazione si sentano male? Ovviamente qui scatta un meccanismo importante che è la dipendenza dei carboidrati, la quale prende il sopravvento sui sistemi metabolici normali. Saltare quindi la colazione e arrivare a 16-18 ore di digiuno insegna al nostro corpo a sfruttare le proprie riserve energetiche e quindi pian piano a non avere stanchezza e sentirsi affaticati. Il nostro corpo imparerà ad utilizzare al meglio i depositi di grasso preservando il glicogeno epatico.E’ cosa fondamentale  però non iniziare immediatamente a saltare la colazione ma arrivarci con gradualità magari utilizzando inizialmente frutta e yogurt magri piuttosto che cereali e yogurt con zuccheri aggiunti; pian piano si arriverà a zero  e ci si accorgerà di star bene ugualmente. Ovviamente quando detto,  e ciò va sottolineato, non è assolutamente valido nei soggetti DIABETICI.  Concludendo possiamo quindi affermare che la colazione è una scelta alimentare e non necessariamente è utile farla; molto dipende dalle abitudini del soggetto. Prendete soggetti in sovrappeso che non amano fare colazione, se portiamo loro a farla ci accorgeremo che pian piano dimagriranno; prendiamo invece soggetti sempre in sovrappeso ma abituati a fare colazione, proviamo a fargliela saltare e vedremo che pian piano andranno a dimagrire. Tutto questo è importante e ci testimonia il fatto di come si siano verificati adattamenti metabolici che hanno interrotto l’omeostasi delle consuete abitudini alimentari. Ciò appunto significa che va sempre valutato il soggetto che abbiamo davanti e che non può esserci uno schema fisso da seguire.

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